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“Tutta la vita di questo cardinale assai famoso fu sempre dedicata alla lode di Dio e dei santi, a beneficio del prossimo e della sua salvezza” (dalla Biografia del Cardinale di Giovanni da Olomouc) Al pianterreno del palazzo si trova una cappella dedicata a San Martino, un piccolo oratorio a pianta rettangolare, con affreschi attribuiti a Lorenzo di Pietro detto “il Vecchietta”. Sulla parete è dipinta la Crocifissione; in controfacciata le gerarchie ecclesiastiche: papi, chierici e monaci. Sulla parete con l'occhio di luce restano poche tracce pittoriche riferibili alla Strage degli innocenti. Su quella opposta, la processione delle Sante Vergini guidata da Sant'Orsola. Sulla volta sono raffigurati i quattro Evangelisti con i rispettivi simboli. Gli angoli delle pareti sono decorati da peducci a forma di angeli, opera di una bottega di artigiani e scultori svizzeri originari di Carona, i “caronesi”. Il San Martino scomparso La facciata esterna dell'oratorio era affrescata con l'immagine di San Martino di Tours a cavallo che dona il mantello ad un povero, celebre esempio di carità, misericordia e generosità verso i bisognosi. L'affresco, di grandi dimensioni, è ormai completamente sbiadito. Ne rimane memoria nei disegni realizzati a fine Ottocento dallo storico dell'arte Giovanni Battista Cavalcaselle, oggi conservati alla Biblioteca Marciana di Venezia. Immagine della Gerusalemme celeste La dedicazione della cappella, dichiarata dal soggetto dell'affresco in facciata, è in onore di Papa Martino V, eletto nel 1417 durante il concilio di Costanza (1414-1418), al quale lo stesso Branda Castiglioni aveva preso parte per ripristinare l'unità della Chiesa. Il programma pittorico della cappella, letto nella sua interezza, mostra la Chiesa unita in preghiera di fronte alla Crocifissione con tutte le sue componenti gerarchiche, quale prefigurazione dell'armonia della Gerusalemme celeste.
Modalità chiaro/scuro
La Cappella