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“Portò a termine [...] molte altre grandi imprese, regalando alle chiese paramenti e altri oggetti liturgici tali che sarebbe troppo lungo descriverli” (dalla Biografia del Cardinale di Giovanni da Olomouc)
Nella prima metà del XV secolo, maestranze lombarde, caronesi e toscane furono coinvolte nella realizzazione e nell'abbellimento dei palazzi e delle chiese del borgo castiglionese, secondo gli stilemi del gotico internazionale e prerinascimentale. Queste botteghe erano organizzate in modo gerarchico: l'artista contava sull'aiuto di diversi allievi, collaboratori e servitori, che apprendevano le tecniche e le arti necessarie.
Maestranze
La Collegiata fu progettata dai fratelli Solari: Alberto, Giovanni e Pietro, figli di Marco, ingegnere della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. A loro si affiancarono maestri caronesi, capeggiati da Filippo Solari e Andrea da Carona, che si occuparono dell'arredo scultoreo delle pale degli altari laterali, del tabernacolo, della lunetta del portale maggiore, del monumento funebre del Cardinale e del fonte battesimale in Battistero. Sempre dei caronesi le statue dei dottori della Chiesa e dell'Annunciazione nella chiesa di Villa e le cornici in cotto delle monofore della facciata di palazzo Branda Castiglioni.
Bottega toscana
Il Cardinale chiamò a Castiglione Olona anche maestranze toscane: i fiorentini Masolino da Panicale (1383-1440 circa), Paolo Schiavo (1397-1478) e il senese Lorenzo di Pietro, detto “il Vecchietta” (1410-1480). Masolino si occupò degli affreschi del Battistero, della volta dell'abside della Collegiata e del paesaggio nello studiolo di palazzo Branda Castiglioni. Paolo Schiavo e “il Vecchietta” si ricordano per le storie dei Santi Stefano e Lorenzo sulle pareti dell'abside della Collegiata. Il senese lavorò anche nella cappella di San Martino e nella loggia del palazzo del Cardinale, in collaborazione con Paolo Schiavo.
Modalità chiaro/scuro
Le Botteghe