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“Sia nell'andata che nel ritorno dalle sue ambascerie, per tutte le città, borghi e castelli, i prelati con il loro clero, i signori con la corte e con il popolo [...] lo accoglievano con reverenza profonda e gioiosa” (dalla Biografia del Cardinale di Giovanni da Olomouc) L'ambiente presenta un originale affresco con un paesaggio, privo di figure umane. La grande illustrazione è coronata da un nastro pittorico con fregio vegetale, ritmato da stemmi e putti. Nell'angolo in alto a destra si osservano due figure dai tipici tratti masoliniani. La sala è nota anche come “Lo studiolo” per la presenza di arredi del XVII secolo: un coro in legno di noce e due mappamondi raffiguranti il cosmo e la terra. Le caratteristiche dell'affresco In primo piano compaiono cime montuose con nuclei fortificati di varie dimensioni; dietro si articolano vette digradanti e due città turrite. L'affresco, attribuito alla bottega di Masolino da Panicale ed eseguito intorno alla metà degli anni Trenta del XV secolo, è di grande rilevanza. Dal XIII secolo in avanti vengono introdotte vedute connotate da elementi semplici, utili a definire lo spazio rispetto alle modalità simboliche del pieno medioevo. Il paesaggio, la cui profondità è accentuata dall'uso della prospettiva, diventa uno strumento per sottolineare come la natura (creazione di Dio) sia parte integrante delle azioni dell'uomo, in una visione cosmologica euristica di stampo medievale. La città terrena In relazione al percorso di ascesa spirituale che si sviluppa nelle sale di Palazzo Branda Castiglioni, quest'ultima chiude la riflessione con una veduta paesaggistica. L'immagine simboleggia il Creato, gli elementi naturali e il percorso terreno dell'uomo, evocato dai centri fortificati. Esso è corredato dalle difficoltà e dagli ostacoli per prepararsi alla visione divina, alla ricerca della beatitudine eterna, meta di ogni cristiano, che coincide con l'immagine e l'ingresso nella Gerusalemme celeste.
Modalità chiaro/scuro
La Sala del Paesaggio